2016-06-22

RADIO SARDEGNA, LA PRIMA VOCE DELL'ITALIA LIBERA

La copertina del volume pubblicato dalla ERI


                                        L'annuncio di identificazione di Radio Sardegna.

ll XX secolo è stato anche il secolo della radio. Dai primi esperimenti marconiani ai sistemi di trasmissione digitali il suo sviluppo è stato inarrestabile e ha caratterizzato la vita di tutti i giorni di milioni di persone comuni, ha cambiato il modo di viaggiare, comunicare e lavorare. Nei periodi bui la radio è stata la cassa di risonanza dei regimi dittatoriali e allo stesso tempo la voce clandestina di chi a questi regimi si opponeva. Infine la radio ha annunciato cambiamenti epocali e ha dato voce alle speranze di libertà e di progresso quando questi regimi sono crollati. Ricorrendo il 70° anniversario del tragico 8 settembre 1943 la memoria è ritornata anche agli aventi radiofonici di quel periodo con la penisola divisa tra le forze di occupazione naziste a supporto della Repubblica di Salò e l’Italia Centro meridionale riconquistata dalle forze alleate. Dal Sud Italia iniziò a trasmettere Radio Bari che svolse una importante funzione di propaganda, informazione  libera ma ancora in parte sotto l’influenza di casa Savoia  e di connessione con le forze partigiane che operavano nel nord della penisola. Radio Bari, giustamente, è diventata un simbolo di quel periodo, anche se le trasmissioni non durarono che pochi mesi. Con il fronte che si spostava verso nord le trasmissioni “libere” furono irradiate prima da Napoli e poi da Roma. Tuttavia se si va scavare bene tra gli avvenimenti di quel periodo e volendo assegnare una primogenitura alla radio dell’Italia libera questa va assegnata a Radio Sardegna che iniziò a trasmettere prima con mezzi di fortuna e poi con apparecchiature più potenti subito dopo l’8 settembre 1943. Le vicende di questa radio sono narrate in un libro con allegato DVD pubblicato dalla ERI con la collaborazione della sede regionale della Sardegna. Il libro si intitola “Radio Brada, 8 settembre 1943: dalla Sardegna la prima voce dell’Italia libera”. Si tratta di un bel volume rilegato con numerosi articoli e testimonianze sull’ attività di Radio Sardegna e il DVD contiene documenti sonori e interviste video ai protagonisti di questa straordinaria esperienza. Il volume è ormai fuori catalogo ma alcune copie vengono ancora vendute dalla libreria “Licosa” (Gruppo Sansoni) di Firenze. Il costo dell’opera è di 30 euro più spese di spedizione, “Qui è Radio Sardegna,voce dell’Italia libera al servizio del re” questo fu il primo annuncio dell’emittente che per le sue trasmissioni utilizzava una radio militare e come studio aveva a disposizione una grotta nella località di Bortigali. La sua funzione principale era quella di dare e ricevere informazioni sui militari provenienti alla penisola di stanza in Sardegna e viceversa. Dalla grotta di Bortigali gli studi furono trasferiti a Cagliari e la radio ampliò le sue funzioni inserendo notiziari, commenti e anche intrattenimento. Le strutture propagandistiche degli alleati fornivano copiose quantità di dischi con le incisioni dei grani del jazz e dello swing e dell’esule Arturo Toscanini che negli Stati Uniti era diventato una superstar. Qualche tempo dopo cambiò anche l’annuncio: “Qui è Radio sardegna che vi parla dall’ Italia libera”. Era il segno che per l’Italia stava iniziando una nuova stagione. Formalmente la radio era sotto il controllo degli alleati e a dirigerla fu chiamato Guido d’Agostino un italo americano che non faceva parte dell’esercito anche se tutti lo chiamavano “Il maggiore”. D’Agostino era uno scrittore e un intellettuale e cooptò nella radio un gruppo di giovani con diverse esperienze e curriculum di studi che trasformarono l’emittente militare in un laboratorio di libera informazione come non se erano mai visti fino ad allora in Italia. Tra questi ragazzi c’era un giovane studente di filosofia, Jader Jacobelli, sottufficiale della’aeronautica militare, divenuto poi famoso in televisione per la conduzione delle tribune politiche dagli anni ’60 in poi. Fu lui a dare il nomignolo di “Radio Brada” all’emittente proprio per sottolineare la libertà di espressione che vi regnava. Un altro collaboratore poi divenuto famoso per i suoi scritti e i suoi editoriali televisivi fu Giuseppe Fiori, mentre uno dei musicisti dell’orchestra che nel frattempo si era formata era Fred Buscaglione icona dello swing all’ italiana negli anni 50 e fino alla sua tragica morte nel 1960.  Il 7 maggio 1945 Radio Sardegna fu la prima emittente europea a dare l’annuncio della fine della seconda guerra mondiale e della firma dell’armistizio tra gli alleati e la Germania nazista. Questo episodio è ricordato in una intervista del Presidente Francesco Cossiga contenuta nel DVD allegato al libro. Cossiga che era anche un appassionato di radio ed egli stesso radioamatore, ricorda così l’avvenimento: “Ero sintonizzato su Radio Sardegna per sentire musica à la page: Gleen Miller e Artie Shaw ma anche l’orchestra di Radio Sardegna, con Giulio Libano. Ad un certo punto il programma si interrompe e una voce concitata annuncia: “le forze armate tedesche si sono arrese agli anglo americani… la guerra è finita”. Solo 20 minuti dopo ho sentito la stessa notizia su Radio Londra”. Un vero e proprio scoop da parte di questa piccola emittente che ha recentemente trovato conferma nella nastroteca della RAI a Roma. Dopo la fine della guerra Radio Sardegna cessò di essere una radio militare e divenne a tutti gli effetti una emittente“broadcast” confluendo successivamente nella struttura radiofonica della RAI sia pure con forti connotati di autonomia produttiva. Anche questa fase è raccontata nel libro che insieme al DVD tramanda una esperienza di comunicazione tra le più belle e vitali realizzate in Italia.


La clip audio è tratta dal DVD allegato al libro.

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