SCORREVOLE 2

TOP NEWS ==== ZCZC TIPS 612 13/11 18.04 R.N.E. R1 - Lleida Catalano NX reg. Catalunya suff. 729 10/11 18.50 R.N.E. R1 - Alicante SS NX reg. Comun. Valenciana buono 729 11/11 18.45 ERT 1 - Athina Greco talk buono 828 11/11 23.20 R. Khavaran - Tabas Farsi talk suff. 918 10/11 22.40 R. Kerman - Jiroft Farsi talk suff. 927 16/11 10.15 Power 927 - Abbiategrasso IT Bande Rumorose ottimo 954 10/11 22.50 Country R. - Praha Ceco MX suff. 954 10/11 23.02 R. Onda Cero - Madrid SS ID e pubblicità locale buono 1035 10/11 16.05 Lyca Gold - London EE MX hindi buono 1071 11/11 05.10 Talk Sport - Newcastle EE talk suff. 1080 10/11 23.44 R. Huesca - SS ID e pubblicità locale ottimo 1125 11/11 18.04 R.N.E. R5 - Castellon SS NX reg. Comun. Valenciana buono 1134 12/11 00.00 R. Kuwait - Kabd Arabo NX suff. 1143 11/11 23.07 COPE - Jaen SS ID e pubblicità locale suff. 1188 12/11 14.10 Nemzetiségi Adások - Mix 2 TX Serbo talk buono 1215 13/11 18.50 COPE - Cordoba SS NX reg. Andalucia buono 1242 13/11 23.10 R. Oman - As Seeb Arabo MX buono 1269 12/11 17.52 COPE - Zamora SS ID e pubblicità locale suff. 1341 13/11 22.12 R. Onda Cero - Ciudad Real SS ID e pubblicità locale buono 1400 10/11 23.20 Harbour Light of the Windwards - Carriacou EE MX suff. 1440 14/11 22.25 Regional R. - Narni IT MX suff. 1449 16/11 10.31 R. Briscola - Lenta IT Bande Rumorose ( nuovo orario? ) ottimo 1476 10/11 16.10 Museum R. - Bad Ischl Tedesco MX suff. 1500 15/11 05.10 R. Eule - Munchen Tedesco talk suff. 1512 15/11 18.00 R. Ardabil - Azero MX buono 1566 10/11 17.55 R. Iran - Bam Farsi MX suff. 1575 16/11 09.30 R. Centrale Milano - IT Bande Rumorose ottimo 1584 12/11 23.13 R. Gandia - SS ID e pubblicità locale buono 1602 14/11 23.14 R. Ontinyent - SS ID e pubblicità locale suff. 1611 10/11 17.30 R. Al Capone - Dutch MX suff. 1620 10/11 17.45 Ros AM - Dutch MX buono 1620 11/11 17.45 R. Goulden Ster - Dutch MX suff. 1620 12/11 17.00 R. Alabama - Dutch MX buono 1629 10/11 22.45 R. Bluebird - Dutch MX ottimo 1629 13/11 17.40 R. Marconist - Dutch MX buono 1635 11/11 17.50 R. Bonanza - Dutch MX buono 1638 9/11 22.10 R. Helical - Dutch MX buono 1638 12/11 22.15 R. Batavier - Dutch MX buono 1647 13/11 18.30 R. Moonbreaker - Dutch ID e MX buono 1647 14/11 22.30 R. Ronalisa - Dutch MX buono 1660 9/11 22.15 Technical Man - Dutch MX ottimo 1665 10/11 17.50 R. Digital - Dutch MX ottimo 3940 15/10 23.05 Music Waves R. - Russo MX buono 4775 9/11 22.55 R. Tarma - SS MX ottimo 4848 12/11 19.00 R. JVG - EE MX buono 4860 9/11 17.15 R. ContiKenzo - MX // a 5800 KHz ottimo 4870 15/11 17.40 R. 60 - EE ID e MX // a 4880 e 5800 KHz buono 5855 13/11 17.30 Mike R. - EE MX ottimo 6060 14/11 17.45 R. Casanova - Winterswijk EE MX buono 6140 14/11 18.00 R. Onda - Borculo PP ID e MX ottimo 6180 11/11 23.00 R. Nac. Amazonas - Brasilia PP NX buono 6210 15/11 17.45 R. King SW - EE MX buono 6280 14/11 17.40 R. Batavia - EE MX buono 6290 10/11 16.45 R. Billy Beun - EE MX suff. 6300 14/11 17.50 R. Lowland - EE MX buono 6325 15/11 17.50 Weekend Music R. - EE MX buono 6340 15/11 17.55 Merseyland Alternative R. - EE MX buono 6830 10/11 17.40 R. Zeppelin - EE MX buono 6875 16/11 10.35 R. Europe - IT MX ottimo 7390 12/11 14.25 R. New Zeland Int. - Wellington EE talk suff. 7400 9/11 16.00 Marconi R. Int. - IT MX buono 9665 12/11 22.10 Voz Missionaria - Camboriu PP talk buono 9930 13/11 12.45 Hope R. - Palau EE talk suff. 10000 10/11 13.50 Italcable - Viareggio IT MX e ora buono 11825 12/11 14.20 Reach Beyond - Kununurra Birmano talk suff. NNNN ----

2020-04-27

VIDEO, VISITING WWVH, A SHORT DOCUMENTARY


Su un canale informativo latino americano gestito su youtube da Jorvick Gutierrez abbiamo trovato questo video di circa otto minuti che parla della stazione di tempo WWVH dalle Isole Hawaii. Il video utilizza delle belle immagini all'interno e all'esterno della stazione realizzate nel corso di una visita di radioamatori, nonchè di registrazioni audio delle trasmissioni dell'emittente.



On a Latin American information channel managed on youtube by Jorvick Gutierrez we found this video of about eight minutes that talks about the WWVH weather station from the Hawaiian Islands. The video uses beautiful images inside and outside the station made during a visit by radio amateurs, as well as audio recordings of the broadcaster's broadcasts.



2020-04-26

REMEMBERING TROPICAL BANDS


I radioascoltatori più attempati potranno ricordare con nostalgia i bei tempi andati, quando sulle bande tropicali si potevano ascoltare stazioni locali africane, asiatiche e latino americane, i nuovi potranno farsi un'idea della radiodiffusione d'antan e confrontarla con il triste stato attuale. In entrambi i casi vale la pena di spendere un po' del proprio tempo per leggere questo lungo articolo scritto quasi 30 anni fa dal dx-er vercellese Roberto Pavanello e pubblicato dalla rivista tecnica CQ Elettronica, a suo tempo ben conosciuta da tutti gli appassionati del settore .


Alcuni giorni fa è stato lo stesso autore dell'articolo a ritrovare casualmente questo articolo e darne diffusione.


La rivista CQ Elettronica è stata pubblicata in Italia a partire dal 1969 ed è stata in edicola fino al 2013. Per tutti questi anni la pubblicazione è stata un punto di riferimento essenziale sia per gli appassionati che per i professionisti dell'elettronica. Anche gli appassionati di radioascolto potevano trovare pubblicati articoli di carattere teorico e pratico su questo hobby.


Ripartizione delle frequenze sotto i 5 MHz:

90 m 3 200–3 400 kHz Banda tropicale.
75 m 3 900–4 000 kHz Usata soprattutto nell'emisfero orientale. Condivisa con la banda amatoriale americana degli 80 metri.
60 m 4 750–5 060 kHz Banda tropicale, buona propagazione notturna. Segnali orari sui 5 000 kHz.




Purtroppo sono anni che su queste frequenze si ascoltano sempre meno stazioni. Gran parte dei broadcaster locali ormai preferiscono utilizzare la banda FM e il web streaming ha assestato il colpo del KO definitivo. GIà nel 2008 il dx-er Andrea Lawendel scriveva sul suo blog:

08 agosto 2008




Necrologio per le bande tropicali

Le bande tropicali delle onde corte hanno raggiunto il livello del coma vigile ma irreversibile. Sull'ottimo blog di Gayle Van Horn è stato pubblicato il consuntivo che ogni anno Anker Petersen, editor del Domestic band Survey del Danish Shortwave Club International, realizza per il suo lavoro di estensore della lista dei servizi radiofonici interni che ancora utilizzano le onde corte.
Sulle frequenze comprese tra 2.200 e 5.800 kHz, la moria di stazioni ha ormai superato il punto di non ritorno e in pochi anni, se i trend restano gli stessi (e non si vedono segni di inversione), nelle bande tropicali non si ascolterà più nulla. Ecco lo schema sintetico del censimento realizzato da Anker. In certe regioni i dati sono impressionanti. Nella regione nordoccidentale del Sud America (Colombia e Venezuela, tanto per intendersi) le stazioni attive sono rimaste 3 contro le 98 del 1973 (in pratica quando cominciavo ad ascoltare io). Resistono le regioni dell'Asia Pacifico, ma solo a stento.


Older radio listeners will be able to remember the good old days with nostalgia, when African, Asian and Latin American local stations could be heard on the tropical bands, the new ones will be able to get an idea of ​​the radio broadcasting in the past and compare it with the sad current state. In both cases it is worth spending some time to read this long article written almost 30 years ago by the Vercelli dx-er Roberto Pavanello and published by the technical magazine CQ Elettronica, well known by all fans of the time. sector.A few days ago it was the author of the article who accidentally found this article and disseminated it. The CQ Elettronica magazine was published in Italy from 1969 and was on newsstands until 2013. For all these years the publication has been an essential reference point for both enthusiasts and electronics professionals. Even radio listening enthusiasts could find theoretical and practical articles published on this hobby.Unfortunately, there have been fewer and fewer stations on these frequencies for years. Most local broadcasters now prefer to use the FM band and web streaming has dealt the blow of the definitive KO. ALREADY in 2008 the dx-er Andrea Lawendel wrote on his blog:08 August 2008Obituary for tropical bandsThe tropical shortwave bands have reached the level of watchful but irreversible coma. On the excellent blog by Gayle Van Horn, the report published every year by Anker Petersen, editor of the Domestic Short Survey of the Danish Shortwave Club International, has been published for his work as an extender of the list of internal radio services that still use shortwaves.On frequencies between 2,200 and 5,800 kHz, the death of stations has now passed the point of no return and in a few years, if the trends remain the same (and no signs of inversion are seen), in tropical bands nothing will be heard . Here is the synthetic scheme of the census carried out by Anker. In some regions the data is impressive. In the north-western region of South America (Colombia and Venezuela, so to speak) there were 3 active stations against 98 in 1973 (in practice when I started listening). The regions of Asia Pacific resist, but only with difficulty.

2020-04-25

STARLINK, NEW LAUNCH FROM CAPE CANAVERAL



L'ambizioso programma dell'imprenditore Elon Musk per una rete internet satellitare globale ha fatto un altro passo in avanti. Un vettore Falcon lanciato dalla base di Cape Canaveral, Florida, ha portato in orbita altri 60 satelliti Starlink della SpaceX. 60 satelliti del peso di 220 Kg ciascuno sono andati ad aggiungersi a quelli già in orbita portando il loro numero a 480. Una volta a regime il sistema dovrebbe operare con 12000 satelliti in grado di portare internet a banda larga anche nelle zone del pianeta non servite dalla classica connessione via cavo. La caratteristica del lanciatore Falcon è che il suo primo stadio, dopo un volo controllato può essere  recuperato e riutilizzato per i successivi lanci. Anche dopo il lancio di ieri lo stadio è stato regolarmente recuperato. Si tratta della 51/ma volta. Nel corso dell'anno ci saranno altri lanci con le stesse caratteristiche, il prossimo è previsto entro il mese di maggio. Una volta raggiunto il numero di 720 satelliti, entro la fine dell'anno si inizierà con la sperimentazione della banda larga. Il via libera della Commissione federale per le comunicazioni degli Stati Uniti per la messa in orbita di un numero cosi grande di satelliti ha suscitato non poche perplessità nel mondo della ricerca astronomica poichè potrebbe provocare non pochi problemi di inquinamento luminoso nell'osservazione dello spazio. Per questo motivo sono allo studio delle variazioni orbitali per attenuare al massimo questo tipo di problemi.

The ambitious program of entrepreneur Elon Musk for a global satellite internet network has taken another step forward. A Falcon carrier launched from Cape Canaveral, Florida, has brought 60 more Spacelink Starlink satellites into orbit. 60 satellites weighing 220 kg each were added to those already in orbit bringing their number to 480. Once fully operational, the system should operate with 12000 satellites capable of carrying broadband internet even in areas of the planet not served from the classic cable connection. The characteristic of the Falcon launcher is that its first stage, after a controlled flight, can be recovered and reused for subsequent launches. Even after yesterday's launch, the stadium was regularly recovered. It is the 51st time. During the year there will be other launches with the same characteristics, the next is expected by the month of May. Once the number of 720 satellites has been reached, broadband testing will begin by the end of the year. The go-ahead from the United States Federal Commission for Communications to put such a large number of satellites into orbit has raised many concerns in the world of astronomical research as it could cause many problems of light pollution in space observation. For this reason, orbital variations are being studied to mitigate this type of problem as much as possible.


ENCONTRO DX VIA RADIO APARECIDA, SPECIAL QSL


Olá amigos (as) Dexistas, Radioescutas e Radioamadores,
Convido todos a ouvirem o Programa “Encontro DX” da Rádio Aparecida. Os amigos que ouvirem e enviar seu Informe de Recepção receberão o lindo cartão E-QSL Especial por e-mail. Na participação de DX Clube Sem Fronteiras do 25/04/2020 estarei enviando um alô para vários ouvintes do programa e membros do clube.
Enviem seus Informes de Recepção para o seguinte e-mail: dxclubesemfronteiras@hotmail.com
Fica a dica:
Rádio Aparecida
Programa “Encontro DX”
Horário: 19h no Brasil (22h UTC) | Todo sábado
Frequências: 6135 kHz, 9630 kHz e 11855 kHz
Não perca!!!
Antonio Avelino
Diretor
DX Clube Sem Fronteiras

2020-04-22

VIDEO TUTORIAL. HOW TO BUILD A RANDOM WIRE ANTENNA WITH 9:1 UNUN



Come assemblare una antenna random Wire ?  In questo video tutorial Il radioamatore australiano VK6YSR illustra passaggio per passaggio la costruzione di questa semplice ma efficace antenna che si può utilizzare in tutte le sitauzioni.





SOURCE: CANALE YOUTUBE DI OM0ET

2020-04-21

FOUNDER OF RADIO CAROLINE RONAN O'RAHILLY DIES AGED 79



Un grave lutto ha colpito il mondo della radio. Ronan O'Rahilly, il fondatore di Radio Caroline, la prima radio pirata che dalla nave Ross Revenge, ancorata al di fuori delle acque territoriali britanniche, sfidò il monopolio della BBC, è morto all'età di 79 anni. O’Rahilly viveva in Irlanda, suo Paese di origine e da alcuni anni soffriva di una seria malattia vascolare. Radio Caroline, che oggi è una emittente legale, presente su varie piattaforme, compresa l'onda media dei 648 KHz, è stata l'apripista per la rottura del monopolio delle radio pubbliche nel settore delle telecomunicazioni e l'avvento delle radio commerciali. Abile nel percepire i rapidi cambiamenti di gusto e di costume del pubblico inglese dell'epoca, O'Rahilly intuì che esisteva un vasto segmento di mercato a disposizione di chi avesse osato superare i vecchi schemi.  Approfittando di un vuoto nell'ordinamento legislativo dell'epoca inventò letteralmente un modo nuovo di fare radio allestendo una emittente off shore in acque internazionali dove le autorità preposte al controllo delle telecomunicazioni non avevano giurisdizione. Comprò quindi una nave, la Ross Revenge, e utilizzando un trasmettitore da 50 Kilowatt riuscì a coprire una buona parte dell’Inghilterra meridionale. Molti sono i DJ e i musicisti che sono stati inizialmente conosciuti dal grande pubblico proprio grazie a questa emittente. La breve, ma intensa parabola della Radio Caroline degli anni 60 è ben nota ma ve la riproponiamo in maniera sintetica in un altro paragrafo di questo articolo. Nel mondo del radioascolto Radio Caroline  costituisce un mito senza eguali e anche oggi che l'emittente è per cosi dire, istituzionalizzata, vanta ancora una miriade di estimatori in tutto il mondo che hanno vissuto in prima persona quegli anni o che ne hanno letto e sentito in pubblicazioni, documentari e film, vedi "The boat that rocked" conosciuto in Italia come "I love radio rock". E' quindi intuibile il sentimento di lutto e di perdita che attraversa il mondo della radio per la scomparsa di un visionario, che a modo suo lo ha cambiato per sempre. 



A poche ore dalla scomparsa Radio Caroline ha trasmesso un radio documentario sulla figura di O'Rahilly che è stato messo in rete sul sito dell'emittente. Questo è un estratto audio video realizzato con il supporto in diretta di facebook.

 



UNA BREVE STORIA DI RADIO CAROLINE 




Radio Caroline nacque nel 1964 per volontà del giovane imprenditore musicale Ronan O’Rahilly: stanco dei continui rifiuti da parte della BBC, allora monopolista dell’etere britannica, nel far suonare i dischi dei suoi artisti, decise che l’unica via sarebbe stata quella di fondare una radio propria, all’epoca vietata dalla legge.
Comprò una nave, installò gli studi radiofonici ed un trasmettitore da 50 kilowatt, posizionò la nave in acque internazionale – fuori dalla giurisdizione inglese – e rivoluzionò il mondo del broadcasting.
Il successo di Radio Caroline fu immediato. Nel giro di poche settimane conquistò 11 milioni di radioascoltatori e fu subito seguito da una ‘armata’ di imitatori, al punto che il governo dell’epoca fu costretto ad introdurre una legge, la Marine etc. Broadcasting Offences Act, che rendeva illegale ai cittadini britannici qualsiasi forma di lavoro (anche investimenti pubblicitari), collaborazione, aiuto, sovvenzione a favore delle radio “pirata” da parte di ogni cittadino inglese.
La legge entrò in vigore nell’agosto del 1967 ma Radio Caroline, la radio che ha ispirato il film campione d’incassi “I Love Radio Rock”, continuò, spostando il suo quartiere general prima in Olanda poi in Spagna per raggirarla e continuare a promuovere musica nuova, dai Pink Floyd ai Beatles, fino ad arrivare ai Rolling Stones e ai Dire Straits.
L’unica radio che resistette, nonostante il divieto, fu proprio Caroline. Fu amata subito dal pubblico ma anche e soprattutto dagli artisti internazionali, al punto che uno di loro, George Harrison dei Beatles, contribuì a tenerla in onda nei periodi più difficili della sua storia.
Alla fine furono gli elementi ad aver il meglio. Nel 1991, durante una forte temporale, si spezzò la catena dell’ancora e la Ross Revenge finì su un banco di sabbia. I DJ e l’equipaggio furono salvati da un elicottero della RAF ma la vita in ‘alto mare’ di Radio Caroline finì definitivamente.




 A serious mourning hit the radio world. Ronan O'Rahilly, the founder of Radio Caroline, the first pirate radio that defied the BBC monopoly from the ship Ross Revenge, anchored outside British territorial waters, died at the age of 79. O'Rahilly lived in his home country in Ireland and had been suffering from a serious vascular disease for several years. Radio Caroline, which today is a legal broadcaster, present on various platforms, including the average wave of 648 KHz, was the forerunner for the breakdown of the monopoly of public radio in the telecommunications sector and the advent of commercial radio. Able to perceive the rapid changes in taste and customs of the British public of the time, O'Rahilly sensed that there was a vast market segment available to those who dared to overcome the old patterns. Taking advantage of a vacuum in the legislative system of the time, he literally invented a new way of doing radio by setting up an off shore broadcaster in international waters where the telecommunications control authorities had no jurisdiction. He then bought a ship, the Ross Revenge, and by using a 50 Kilowatt transmitter he managed to cover a good part of southern England. Many are the DJs and musicians who were initially known by the general public thanks to this broadcaster. The short, but intense parable of the Radio Caroline of the 1960s is well known, but we propose it briefly in another paragraph of this article. In the world of radio listening, Radio Caroline is an unrivaled myth and even today that the broadcaster is, so to speak, institutionalized, it still boasts a myriad of admirers all over the world who have experienced those years firsthand or who have read and heard about them in publications, documentaries and films, see "The boat that rocked" known in Italy as "I love radio rock". It is therefore intuitable the feeling of mourning and loss that crosses the world of radio for the disappearance of a visionary, who in his own way has changed him forever.
A few hours after the disappearance, Radio Caroline broadcast a radio documentary on the figure of O'Rahilly which was put on the net on the broadcaster's website. This is an audio video excerpt made with facebook live support.

Radio Caroline was born in 1964 by the will of the young musical entrepreneur Ronan O'Rahilly: tired of the continuous refusal by the BBC, then British monopolist of the ether, in playing the discs of his artists, he decided that the only way would be that to found his own radio, at the time prohibited by law.
He bought a ship, installed radio studios and a 50 kilowatt transmitter, positioned the ship in international waters - outside of English jurisdiction - and revolutionized the world of broadcasting.
The success of Radio Caroline was immediate. Within a few weeks, he conquered 11 million radio listeners and was immediately followed by an 'army' of imitators, to the point that the government of the time was forced to introduce a law, the Marine etc. Broadcasting Offences Act, which made it illegal for British citizens to engage in any form of work (including advertising investments), collaboration, aid, subsidies for "pirate" radios by any English citizen.
The law came into effect in August 1967 but Radio Caroline, the radio that inspired the blockbuster film "I Love Radio Rock," continued, moving its headquarters first to Holland then to Spain to trick it and continue to promoting new music, from Pink Floyd to the Beatles, up to the Rolling Stones and Dire Straits.
The only radio that resisted, despite the ban, was just Caroline. She was loved immediately by the public but also and above all by international artists, to the point that one of them, George Harrison of the Beatles, helped to keep it on air in the most difficult periods of its history.
In the end it was the elements that got the best. In 1991, during a heavy storm, the anchor chain broke and the Ross Revenge ended up on a sandbank. The DJs and crew were rescued from a RAF helicopter but Radio Caroline's 'high seas' life ended definitively.

2020-04-20

LA RADIOFONIA DI GUERRA E DI RESISTENZA (1927-1945) NEI RICORDI DI RENATO VERTUNNI



LA RADIOFONIA DI GUERRA E DI RESISTENZA (1927-1945) NEI RICORDI DI RENATO VERTUNNI
Oggi con l’avvento della televisione e di Internet la radiofonia ha certamente perduto il suo primitivo fascino e il suo compito di mezzo sia di informazione che di formazione della pubblica opinione.
Ma dalla sua nascita, attorno al 1925, fino al 1955 ha tenuto banco ed è stata usata dalle varie parti in lizza sia per informare sia per placare le masse.
Il nostro sarà un rapido percorso per informare chi allora non era ancora nato e chi ha vissuto tutta la storia clandestina e palese della radio. Per noi vuol dire tornare giovanissimi e per i primi, ossia per chi non ha vissuto quei duri anni, sarà la scoperta di un mondo nuovo e certe volte ingenuo e rischiosissimo perché poteva, come qualche volta accadde, andarci di mezzo la propria vita.
Gli antifascisti impiegarono fin dall’inizio la radiofonia o meglio, prima ancora, il telegrafo per combattere il fascismo.
La cosa passò inosservata e un certo dottor Pession, direttore generale delle comunicazioni, avvertì Ciano che bisognava vigilare su queste comunicazioni telegrafiche “resistenti” nel Paese. Venne informata di ciò l’Ovra che ovviamente non era preparata a fronteggiare il fenomeno nascente. A questo punto le comunicazioni telegrafiche nel mondo antifascista si fecero più caute e attente.
Fu attorno al 1935 che il regime fascista assunse un vero e proprio controllo della radio sia per quanto riguardava le comunicazioni nazionali che quelle provenienti dall’estero.
Mentre si effettuavano i controlli sulle emissioni radio non ufficiali, l’Eiar sviluppava i suoi programmi: radiocommedie, concerti, riprese radio dal teatro dell’Opera e poi, ricordo, la Radio per le Donne, Radio Rurale, il settore per i ragazzi etc.
In questo ultimo gruppo, la Radio per la Gioventù, io ebbi una partecipazione e fui anche, per poche ore, collaboratore dell’Eiar.
La mia passione per la radio è cresciuta con me. Ricordo che a un anno ascoltavo con la radio a galena le trasmissioni e che, ancora prima, mio padre per farmi dormire mi faceva ascoltare i programmi dell’Araldo Radiofonico con una sorta di filodiffusione che partiva dalla radio di piazza Poli e trasmetteva musica e notizie.

Per questa innata passione per la radio all’età di 7 anni partecipai ad un concorso dal titolo “Chi dorme non piglia pesci”. Lo vinsi e Maria Luisa Boncompagni, allora nella veste di Zia Radio, mi invitò con mia madre a via Asiago in uno studiolo accanto allo studio principale e mi fece parlare alla radio per salutare i miei nonni, che in quel momento erano in navigazione in crociera sul Saturnia da Trieste a Pola. Da quel momento iniziava la mia storia con la radio ma, purtroppo, non la mia anzianità di servizio.
Ma torniamo al 1926 quando Rosselli, che possiamo considerare il vero ideatore e fondatore della Radiofonia Antifascista in Francia, si incontrò con Longo per istituire un fronte unico radiofonico antifascista. Longo non giudicò opportuno affrontare questa spesa che al momento secondo lui non avrebbe dato frutto. Con la guerra di Liberazione in Spagna l’argomento tornò di attualità e Rosselli fece nascere una radio antifascista in Catalogna.
A quei tempi il traffico sulle onde era limitato e questo dava la possibilità anche ad una stazione di non grande potenza di essere ascoltata da lontano.
Ad esempio io con un apparecchio radio in onde corte - circa 30 metri - ricevevo a Roma le emissioni radio di Ciudad de Trujillo.
Le trasmissioni di Rosselli dalla Catalogna venivano disturbate per impedirne l’arrivo in Italia; veniva effettuato un disturbo dalle stazioni dell’Italo Radio che a quei tempi si trovavano presso Frascati.
Nel 1937 le operazioni di disturbo si andavano perfezionando e i fascisti a Roma avevano costituito Radio Verdad, che faceva finta di essere una emittente antifascista con lo scopo di creare confusione. Attraverso questa radio venne annunciata la falsa morte di Randolfo Pacciardi.
Da Radio Aranujez parlavano Nenni e Pacciardi.
Nel 1935 iniziarono le regolari trasmissioni da Londra.
La sigla era il famoso tamburo e lo speaker che diceva “This is London calling” ovvero “qui parla Londra”.
La difesa italiana fascista iniziò il 10 maggio del ’40 quando la Eiar entrò in prima linea con una operazione di informazione di cui erano ispiratori e voci Giovanni Arnaldo, Rino Alessi e Umberto Guglielmotti.

Nacquero i primi divieti per l’ascolto di radio estere e, dal 1940, una spiccata diffidenza verso la Radio Vaticana di cui, ovviamente, non si poteva impedire l’ascolto e che non poteva essere disturbata; analogo atteggiamento fu preso nei confronti della Svizzera e di Radio Monteceneri, che, a quei tempi, si riceveva bene anche a Roma.
Trasmissioni di punta dell’Eiar erano le conversazioni di Mario Appellius.
L’Eiar alternava le rubriche di politica con trasmissioni di svago e lanciava le canzoni di guerra del tipo “La sagra di Giarabub”, “Vincere, Vincere, Vincere” e la famosa “Lili Marleen”, che era destinata a diventare canzone universale per i belligeranti di entrambi i fronti.
L’Inghilterra potenziò le trasmissioni di Radio Londra aggiungendo ai trasmettitori di Londra quelli di Daventry.
In Italia le emittenti clandestine diminuirono anche per il fatto che la presenza di radiogoniometri rendeva l’individuazione più facile.
Rimase la famosa Radio Milano che trasmetteva dalla Spagna e poi dall’Italia.
Nel quadro generale della “guerra delle onde” entrarono i Russi che avevano a Mosca una radio nella sede del Comintern. Si dice che in seguito, per essere maggiormente ascoltata in Italia, Radio Mosca avesse trasferito le trasmissioni a Praga. La voce che dominava da Mosca era quella di Mario Correnti, ossia di Palmiro Togliatti.
Voci, discorsi persuasivi, occulti e palesi, si alternavano nelle orecchie e nei cervelli italiani, creando un vero e proprio teatro della formazione bellica.
Era uno spettacolo radiofonico che agiva nel contesto drammatico della guerra. Spesso gli ascoltatori assidui furono vittime dello zelante capo della polizia fascista dottor Senise che comminava punizioni e condanne di mesi di galera.
A questo proposito riferisco di un caso personale. Mia nonna Ofelia aveva posto l’apparecchio radio, difeso da ampi piumoni, in una stanza che dava su una zona considerata “extraterritoriale” perché abitata da Aurelio Mistruzzi che era incisore in Vaticano. Ciò nonostante una sera, mentre mio padre era in Umbria a dirigere una miniera di lignite, arrivarono le SS, venuti a sapere da una spiata che noi avevamo creato un punto di appoggio per i militari Italiani e gli alleati che dal Nord andavano verso sud e fornivamo loro, oltre che viveri, anche comunicazione dei passaggi speciali di Radio Londra. Erano le 22.00 ed io ero all’ascolto di Radio Londra. All’arrivo delle SS chiusi ovviamente l’apparecchio, ma rimasero sul tavolo sia le mie note che l’apparecchio sintonizzato su Londra. Fummo presi nel cortile con due SS che ci puntavano il parabellum. Io temevo che scoprissero radio e appunti. La fortuna ci arrise e gli uomini delle SS, che, oltre che perfidi e cattivi, erano dei cretini perfetti, non si accorsero di niente; se avessero trovato le prove che erano sul mio tavolino ci avrebbero fatto la pelle e non sarei qui a raccontarvi questa storiella.
Ma torniamo a parlare delle trasmissioni radiofoniche che operavano, diciamo, nel gruppo “alleato”.
Scoprimmo che vi era una radio che doveva presumibilmente trasmettere dalla Francia - si definiva “Radio Tolosa”- e trasmetteva in onda corta, se ben ricordo sui 25 metri.
La trasmissione iniziava con “’O sole mio” e quindi una voce diceva, con la musica in sottofondo, “Qui la Francia parla agli italiani, Radio Tolosa”. Era una sola voce maschile che in tono pacato e corretto leggeva notizie e faceva commenti. Se ben ricordo, andava in onda alle 19,00.
Era una trasmissione seria che dava notizie reali, non era enfatica, come invece, per esempio, era la Voce dell’America. Un solo giorno dopo la caduta del fascismo sparì. Pensai che potesse essere una trasmissione tipo Radio Veridad, creata dal Regime, ma lo escluderei dato il suo carattere antifascista.
Molti anni dopo, nel 1954, la Rai trasmetteva una rubrica dal titolo l’“Italia parla alla Francia” che veniva inviata a Parigi registrata su nastro. Aveva per argomento la ricostruzione italiana e ne era responsabile Antonio Zazzetta, che era stato in Francia nel periodo della guerra. Io stesso collaborai a questa trasmissione e chiesi a Zazzetta se sapesse qualche cosa di Radio Tolosa, ma lui sorvolò sulla mia domanda.
Intanto Radio Londra cresceva, erano arrivati a collaborare i fratelli Treves, Orlando, Limentani ed altri.
Una sera uscendo dalla sede della Rai di via Teulada ebbi occasione di incontrare Orlando, il celebre commentatore venuto dagli Stati Uniti a Roma. lo a quel tempo non essendo né democristiano né socialista – appartenevo al Partito di Azione – per logiche partitiche “venni messo in ghiacciaia” e, colmo dell’ironia, mi venne affidata la messa in onda del Tagschau, un notiziario in lingua tedesca per l’Alto Adige, che allora, nel 1973, partiva da Roma. Io conoscevo poco il tedesco e poi da quella sera lo detestai. La trasmissione in lingua tedesca andava in onda alle 21,00 ed una sera la macchina Rai che mi accompagnava a casa ospitò Orlando; mi presentai e gli raccontai la storiella delle SS che ho riportato sopra e lui commentò: “Certo quando parlavo dal sicuro studio di Londra pensavo a chi mi ascoltava in situazioni rischiose e questo pensiero mi rattristava. Son veramente felice che nel suo caso le cose siano andate bene ma certamente in qualche altro caso alcuni l’avranno pagata cara. Questo è un pensiero che ancora mi turba”.
Passiamo ora alla Voce dell’America, che, ritrasmessa da Radio Londra, iniziò nell’estate del 1942.
Protagonista di queste trasmissioni era il Sindaco di New York, il famoso italo-americano Fiorello La Guardia. Nato a New York nel 1882 era figlio di una ebrea triestina e di un foggiano. Aveva vissuto anche a Trieste e a Fiume. Doveva essere un soggetto di media cultura e, dal mio punto di vista, con una punta di volgarità nell’esprimersi. La sua famosa frase “Prendi un coltello e ficcatelo...” era una frase di pessimo gusto.
Certo la trasmissione Usa e quella del Regno Unito differivano totalmente nello stile: Radio Londra era condotta da persone come Treves, come Orlando, come Calosso nei quali era presente quella nobiltà culturale che distingueva tutti gli uomini di “Giustizia e Libertà” e del Partito di Azione.
L’otto settembre del 1943 Radio Londra annunciò la firma dell’armistizio, che alle 19,43 venne annunciata da Radio Roma attraverso la Rete Eiar anche da Badoglio.
Ma la guerra, anche quella radiofonica, non era finita, anzi potremmo dire che, in quella calda sera dell’8 settembre 1943, iniziava la seconda fase, forse più violenta ed infida della prima.
Badoglio uscì dalla sede dell’Eiar dicendo all’ingegner Chiodelli che da quel momento in poi sia Roma che le sedi periferiche dovevano opporsi alla occupazione tedesca e che se questo si fosse verificato le stazioni dovevano essere messe fuori uso.
In genere fu così ma non per Roma. Infatti quella sera stessa l’ingegner Chiodelli e Casali, direttore della sede di Roma e direttore del giornale radio, lasciarono l’Eiar, e le trasmissioni per qualche giorno non furono mandate in onda; solo per qualche ora la sera dell’8 venne riproposta la registrazione del messaggio di Badoglio, poi silenzio fino all’11 settembre quando il comando tedesco occupò via Asiago.
Nel frattempo il dottor Mazzolini, capo di Gabinetto del Ministero delle Comunicazioni, ordinò al personale radiofonico di mettersi a disposizione del comando tedesco.
I tedeschi quindi occuparono la sede Eiar di via Asiago e di conseguenza i trasmettitori di Monte Mario e Monte Ciocci. Nel frattempo i trasmettitori O.C. di Prato Smeraldo erano stati sabotati e fra quelli che compirono l’opera vi era il giornalista Vero Roberti, che mi raccontò la scena, un’azione rapida che colse di sorpresa i tedeschi che si accingevano all’azione di presidio.
Radio Roma trasmetteva solo musica e qualche notiziario più che altro indicativo per i cittadini della capitale disorientati e confusi. Le vere notizie, ovviamente dirette a fascisti e tedeschi, provenivano da Radio Monaco che aveva organizzato una serie di trasmissioni in lingua italiana e dalla quale il 18 settembre parlò Mussolini annunciando la nascita della Repubblica di Salò. L’emittente di lingua italiana di Monaco era coordinata dai giornalisti Rivelli e Bellotti.
Presto si sentì la necessità di trasferire le trasmissioni da Monaco a Roma, ove un gruppo di giornalisti preparava le trasmissioni del Regime di Salò: in testa Giulio Evola, filosofo e intellettuale vicino alla Repubblica Sociale.
Per le trasmissioni dedicate all’estero e al bacino del Mediterraneo venne istituito un centro trasmissioni a Busto Arsizio. Il gruppo dei giornalisti al servizio radio della Repubblica di Salò da Roma si ampliò: ne fecero parte Umberrto Guglielmotti, Telesio Interlandi, Francesco Scardaoni, Ridolfo Mazzucconi, coordinati da un personaggio noto anche nella politica più recente, ossia Giorgio Almirante.
Nel dicembre del 1943 l’Eiar ebbe una nuova direzione con Ezio Maria Gray nella funzione di super Amministratore Generale e per quanto riguarda la direzione questa venne occupata da Cesare Rivelli che proveniva da Radio Monaco.
Nel quadro della politica della Repubblica di Salò avvenne nel frattempo un mutamento: tutte le attività relative al governo della RSI furono costrette a trasferirsi nel nord Italia; fra queste Cinecittà che si trasformò in Villaggio del Cinema a Venezia e dove nei suoi pochi mesi di esistenza verranno prodotti alcuni film come “Tristi Amori” di Gallone e “La locandiera” di Chiarini, che videro entrambi come protagonista Luisa Ferida, fucilata nel ‘45 a Milano come collaborazionista, con il suo compagno Osvaldo Valenti, anche lui attore, arruolato nella Decima Mas.
Diversi furono gli attori e i protagonisti della radio che si trasferirono, ma molti entrarono nei gruppi partigiani, alcuni rimasero a posto facendo resistenza “passiva”; altri, come Alida Valli, si nascosero nei meandri di Roma.
Radio Roma esercitò la sua funzione di radio al servizio dei tedeschi dall’autunno del ’43 alla primavera del ’44, poi le cose cambiarono nei primi giorni del giugno del ’44.
Ma prima di arrivare alla liberazione di Roma, vediamo cosa successe sul fronte radiofonico antifascista fra l’8 settembre del ’43 e il giugno del ’44.
Sull’episodio che riporto di seguito non si è mai fatto chiarezza, anche se ho interpellato negli anni passati vecchi esperti dei servizi segreti e persone che ricoprirono alti gradi nella Marina e lo stesso giornalista Vero Roberti.
A partire dall’8 settembre e, per circa una settimana ascoltavo sulle O.C. (non ricordo la frequenza) ogni sera verso le 20.00 una voce che, con dizione perfetta, diceva: “Buonasera a tutti gli interessati all’ascolto ora parla ‘Lui’” e ripeteva la frase più volte senza sigle musicali; poi al microfono parlava ‘Lui’, con una voce profonda e senza inflessioni dialettali.
“Lui” faceva discorsi incomprensibili del tipo: “Le navi possono con celerità navigare tranquillamente verso la terra promessa”. Erano chiaramente ordini in codice. A posteriori pensai che forse “Lui” potesse essere l’ammiraglio De Courten che pilotava via radio la nostra flotta a Malta. Ripeto, le mie sono supposizioni, perché anche trent’anni dopo mi furono date spiegazioni vaghe. Dopo l’8 settembre nascono, come ho detto precedentemente, radio antifasciste destinate ad aiutare il movimento di resistenza ed informare gli italiani sulle azioni del movimento partigiano. Sono emittenti che mutano sede e lunghezza d’onda per non farsi localizzare dai nazi-fascisti e messe in piedi da esponenti del Partito d’Azione; tutte sono in collegamento con l’8ª armata alleata con sede a Bari.
Bari è l’unica sede rimasta, di fatto, funzionante ma distaccata dalla rete nazionale che collegava a quei tempi le stazioni radio via cavo.
Le principali emittenti, alcune delle quali hanno storie gloriose, in quei giorni erano:
Radio Sardegna, la quale iniziò le trasmissioni da Bortigali in provincia di Nuoro proprio la sera dell’8 settembre. Nei primi giorni nessuno l’ascoltava perché il trasmettitore non funzionava. Le trasmissioni effettive iniziarono il 14 ottobre del 1943. Direttore era Jader Jacobelli, che allora era ufficiale e che dopo la Liberazione divenne direttore della nuova radio italiana. Ricordo anche Antonello Muroni, poi passato come annunciatore a Roma ed ancora Amerigo Gomez passato come giornalista a Radio Firenze. Ricordo infine Antonello Picciau, allora giovanissimo, che raggiunse Roma al compimento dei 21 anni e a Roma divenne annunciatore e poi giornalista al TG3 e infine corrispondente da Londra. Radio Sardegna, che ospitò come collaboratori Mario Segni e Ortu, fu una radio che sostenne validamente l’ultima fase della guerra di Resistenza.
Radio-CO.RA. (acronimo di COmmissione RAdio), che aveva sede a Firenze in piazza d’Azeglio 12 presso l’avvocato Enrico Bocci, il quale fu ucciso con il capitano Luigi Piccagli il 7 agosto 1944 durante un’irruzione dei nazifascisti in cui venne anche ferito lo studente Luigi Morandi;
Radio Libertà, che si trovava a Case di Trebbia di Callabiana in provincia di Biella e dalla quale Luigi Galleis trasmetteva ogni sera alle 21,00-21,30;
Radio CVL, che in territorio fascista iniziò le trasmissioni il 14 marzo 1944 come radio ufficiale delle forze militari della Resistenza; nell’agosto del 1944 venne occupata dai nazi-fascisti che uccisero il professor Vecchi che ne era il responsabile.
Vita più tranquilla si svolgeva a Radio Bari, dove lavoravano i giornalisti Antonio Piccone Stella, Pio Ambrogetti, Gabriele Baldini e ancora Alba de Céspedes, Ubaldo Lay e Anton Giulio Majano. A Radio Bari troviamo anche Silvio Noto, Diego Calcagno, Vincenzo Talarico, Agostino Degli Spinosa e ancora Foà insieme al fior fiore della cultura antifascista italiana. La sede della radio barese era a Putignano. Prima di lasciare Radio Bari, una radio effettivamente libera e democratica dalla quale parlarono anche i repubblicani Bartoli, Cifarelli e altri, dobbiamo ricordare che fu da Radio Bari la prima volta che Vittorio Emanuele III parlò alla radio;
Radio Napoli, la cui principale trasmissione era la rubrica “Italia combatte”, realizzata in coordinamento con i gruppi partigiani sparsi per l’Italia ove la lotta continuava, contò fra i collaboratori: Mario Soldati, Arnoldo Foà, Steno, Maurizio Barendson, Antonio Ghirelli, Leo Longanesi, Peppino Patroni Griffi ed Edoardo Anton.
Prima di parlare più diffusamente di Radio Roma negli otto mesi di occupazione nazi-fascista desidero ricordare Radio Venezia Giulia, che si occupava dei problemi della zona istriana e che iniziò a trasmettere il 5 dicembre 1945, radio ufficialmente clandestina ma appoggiata dal governo italiano, della potenza di 5 KW. Ne era direttore un intellettuale istriano Antonio Quarantotto Gambini. L’emittente cessò il 1° luglio del 1949 quando la Rai istituì la rubrica “Italia parla alla Venezia Giulia”.
Radio Roma, che aveva interrotto le trasmissioni la notte dell’8 settembre, fu rilevata dai nazi-fascisti il 10 settembre e per 8 mesi fino al 2 giugno del ’44 una voce inneggiò ad un fascismo ormai agonizzante. Direttore era Rivelli e massima autorità Ezio Maria Gray. Oltre a tanta musica venivano trasmessi scarni notiziari nei quali si tentava di giustificare le delinquenziali malefatte fasciste. Furono i terribili mesi di via Tasso, del rastrellamento degli ebrei, dei conventi pieni di militari, di politici di ogni settore. Fu l’epoca di via Rasella ed anche l’epoca in cui molto personale dell’Eiar si era dato alla macchia. Mentre il giornale il Messaggero riportava le note di Gigi Romersa che illustravano le ipotetiche vittorie dei nazi-fascisti ad Anzio, il giornalista fascista Mario Appelius si era inventato un dialogo-duello con la voce di una pseudo radio che con lui interloquiva e, ovviamente, come da copione, aveva sempre la peggio.
L’idea era nata da un fatto reale: per due o tre sere, durante le note dell’Appelius effettivamente in onda, ossia sulla stessa lunghezza d’onda di Radio Roma, interveniva, parlando da una emittente clandestina, una voce che denunciava i misfatti fascisti. Appelius non sentiva la voce che copriva Radio Roma e ne utilizzava la potenza per la diffusione. Dopo due o tre sere la voce clandestina sparì per il rischio di essere individuata ma Appelius continuò con la farsa del falso dialogo. Non si è mai saputo con esattezza come erano state organizzate le trasmissioni reali del disturbo politico, ma si presuppone che a trasmettere fosse una emittente mobile situata nel bosco di Monte Mario oppure da una abitazione sita nei pressi del trasmettitore.
Il 4 giugno Roma venne liberata e la radio tacque e risorse solo il 6 giugno come Radio Italiana con la direzione di Rusca, giornalista partigiano. Per noi a Roma la guerra radiofonica era finita e nel mese di agosto anche Radio Firenze Libera riprese con la voce di Gomez; oltre la linea gotica la guerra, le persecuzioni e le fucilazioni continuavano.
Eravamo nell’agosto del 1944. La guerra, l’orribile e crudele guerra, doveva finire nove mesi dopo. Questa in estrema sintesi la storia della radiofonia nel periodo della Resistenza.
Dico e ribadisco “in sintesi”, perché di storie “particolari” ne esistono moltissime e sono state tralasciate per la ragione che oggi ricordarle non sarebbe di alcuna utilità; esse finiranno invece in un compendio che riguarda l’intera storia della radiofonia durante e dopo la guerra.
Nell’Italia liberata, il primo presidente della Rai, nel periodo che va dal 5 aprile del 1945 al 9 agosto del 1946, fu il professor Carlo Arturo Jemolo, un liberale cattolico molto vicino al Partito d’Azione.
Pressappoco nello stesso periodo divenne direttore generale Armando Rossini a cui seguì, nell’ottobre del 1947, Salvino Sarnesi rimasto in carica fino al 1953, di fatto il direttore che plasmò la Rai sia dal punto di vista tecnico che da quello dirigenziale.
Fu nel periodo della direzione Rossini che io entrai a collaborare con la nuova Rai Radio Italiana.
Il mio debutto radiofonico avvenne nel ’46 da Radio Lugano, che mise in onda la riduzione del romanzo di Kipling “Capitani coraggiosi”. Alla Rai venni affiancato a Jacopo Treves che in quel periodo aveva lanciato il “manifesto” della radio: si trattava di uno studio riguardante il linguaggio radiofonico. Con Treves feci la serie dei “Panorami di Stato”: iniziai con la Finlandia, la Romania e il Belgio e poi mi occupai dei piccoli Stati d’Europa.
Dalla prosa passai al servizio radiocronache e attualità e realizzai il mio primo servizio in voce, credo, nel gennaio del ‘50. Ero andato a piazza Vittorio con l’auto Artena della vecchia Eiar per la benedizione degli animali.
Storie e aneddoti sono moltissimi, ricordo qui solo il servizio sui dischi volanti fatto con Lello Bersani.
Ma ritorniamo alla storia della radio e lasciamo quella di Vertunni. Sarnesi non era un politico, proveniva dall’Iri, era semplicemente un ragioniere con la testa sulle spalle.
Dal tempo di Rossini e di Jemolo tornarono alla Rai tutti i personaggi che avevano operato sia a Radio Sardegna che a Radio Bari e a Radio Napoli: erano gli intellettuali della Resistenza che venivano a dare vita al mezzo “Radio “ con l’entusiasmo che derivava loro dalla Resistenza; tra di essi Antonio Piccone Stella, direttore del Giornale Radio e i due nuovi vice-direttori Giovanni Battista Angeletti (liberale) ed Emilio Gadda. Si costituì il Servizio Radiocronache e Attualità. Capo ne fu Vittorio Veltroni che ebbe come collaboratori: Cremascoli, Denese, Ortesi, Bersani, Martellini, Cavatorta, Saba, Marescalchi, una donna, Maria Pia Moretti, ed infine Vertunni.
Il servizio culturale era retto da Antonelli e Gigliozzi con la collaborazione di Francesco Pacca e Giorgio Pucci, poi di Cattaneo e Leo Piccioni.
Per le trasmissioni di destinazione estera ricordo Zazzetta per la Francia.
Intanto, a via Veneto, veniva realizzata Radio Roma, diretta da Gilberto Bernabei e dipendente dalla Presidenza del Consiglio, che aveva solo carattere informativo.
Nel frattempo veniva ricostituito il Centro Trasmettitore di Prato Smeraldo.
Tutto ciò all’epoca della Direzione di Salvino Sarnesi.
Nel 1961, con la presenza di Papafava e la Direzione Bernabei, la Rai accentuò il suo aspetto di quadrante politicizzato, fino ad arrivare ufficialmente ad un servizio pubblico che funzionava, come oggi, in “Servizio dei Partiti”.
Tutto ciò era previsto ai tempi di Rossini e di Jemolo, che aveva elaborato un piano per trasformare l’azienda in una cooperativa, come la Cooperativa Radio Svizzera Italiana. Rossini, esperto in cooperazione, la studiò nei particolari. Il progetto era appoggiato anche da elementi del Partito d’Azione che in quel tempo si stava sciogliendo per “merito” infausto dei democristiani e dei comunisti, ciascuno dei quali tirava tutta l’acqua al proprio mulino.
Riproposi il progetto alcuni anni fa quando tentammo di far rinascere l’idea azionista, ovvero, l’idea di “Giustizia e Libertà”, ma nessuno, dico nessuno, capì e ci ascoltò poiché oramai facevano comodo a tutti una radio ed una tv lottizzate, una radio-tv divenuta un osceno palcoscenico, ove si recita, fra il comico e il drammatico, e tra l’entusiasmo delle masse, il dramma quotidiano dell’Italia.
Questa è la storia di un aspetto della vita italiana, di un paese popolato da gente ignara della storia più recente, del fatto che ci furono molti che morirono trucidati per aver affidato ad un microfono l’appello alla Resistenza.
Ho scritto questo modesto saggio sulla radio nella Resistenza, basandomi sui miei ricordi di quando avevo 17-18 anni, sul racconto di altri partigiani di quell’epoca, su quanto letto nei vari libri e sui dati desunti da internet; ma sono convinto che molti altri episodi non sono riportati.
Prego quindi i lettori, se sono a conoscenza di altri episodi, di scrivermi (Renato Vertunni – Via Cassia Km 25.200 – 00123 Cesano - Roma), in modo che si possa ritornare sul tema.
Inoltre nei prossimi numeri parlerò della RAI al tempo di Rossini e di Jemolo.
Renato Vertunni
Associato F.I.A.P.